ECO-SOSTENIBILITÀ

Il valore del riciclo e del riuso nell’era dell’economia circolare

Foto di repertorio
l tempo ci ha dato ragione, ha dato ragione a chi ha creduto di accettare una sfida che all'inizio poteva sembrare un azzardo, ma il materiale che torna a nuova vita, quello che rinasce sotto forme diverse, il binomio tra recupero e riciclo nel tempo è diventato uno dei maggiori criteri di produzione industriale. Oggi i sentieri della Green e della Circular Economy sono diventati delle vere e proprie strade, percorse nei più diversi campi e settori

Produrre rispettando l’ecosistema. È un assunto semplice e diretto che il Gruppo Saviola ha fatto proprio ormai da molti anni. Da quando non si parlava ancora di ecologia e la cultura della Green Economy non era ancora considerata nelle strategie dell’industria italiana. La necessità di fare business accompagnandolo alla tutela di ciò che consumiamo, lavoriamo e produciamo è stata già in tempi ‘non sospetti’ ed è ancora oggi la nostra pratica quotidiana.
Mauro Saviola, mio padre, uomo di grande intuito e pioniere di spiccata lungimiranza negli anni ‘60 capì che utilizzare il legno post consumo nella lavorazione dei pannelli poteva essere sinonimo di una equazione formidabile: crescita economica uguale tutela ambientale e che inseguire la prima non significava automaticamente compromettere la seconda. È così che quanto poteva anche essere nato da una esigenza di tipo economico si è gradualmente trasformato in una consapevolezza più ampia, imperniata nel rispetto delle risorse naturali. Una consapevolezza sopraggiunta insieme con la cultura del ‘fare’ e che ha accompagnato progressivamente il nostro percorso seguendo l'esperienza concreta, maturata giorni dopo giorno.
Quella scintilla originaria, quell'intuizione ante litteram ha poi conosciuto il proprio pieno e più avanzato sviluppo: il Gruppo Saviola come lo conosciamo oggi, con il suo straordinario background tecnologico ed eco-attento, non avrebbe potuto affermarsi senza l’imprinting di partenza: quello di produrre pannelli utilizzando solo legno post consumo, come siamo abituati a dire oggi. Ma seguire questa idea, con un forte connotato anche etico, ha significato oltretutto, per noi, avviare un processo di riorganizzazione complessivo e profondo della produzione che ha chiamato in causa ogni componente della filiera: dalla raccolta del legno alla sua lavorazione, ai sistemi di pulizia e cernita, sino all'affermazione di un nuovo prodotto in mercati abituati, allora, solo a prodotti realizzati con materia prima vergine. Assecondare questo principio e questo sistema produttivo basato su un rinnovato equilibrio economico ed ambientale ha pertanto necessitato di coraggio e caparbietà, sopratutto di investimenti. Solo così il pannello truciolare si è trasformato in ‘Pannello ecologico al 100 %’ ovvero prodotto interamente con legno proveniente da raccolta differenziata, senza abbattere neppure un albero. Il tutto con risultati economici ed ambientali di straordinaria portata. Il Gruppo Saviola oggi è leader nel proprio settore, non solo in Italia ma anche nel mondo, e grazie a questo sistema produttivo riesce a salvare dall’abbattimento l'equivalente di 10mila alberi ogni giorno. Tutti i giorni. Da oltre 50 anni.
Il tempo ci ha dato ragione, ha dato ragione a chi ha creduto di accettare una sfida che all'inizio poteva sembrare un azzardo, ma il materiale che torna a nuova vita, quello che rinasce sotto forme diverse, il binomio tra recupero e riciclo nel tempo è diventato uno dei maggiori criteri di produzione industriale. Oggi i sentieri della Green e della Circular Economy sono diventati delle vere e proprie strade, percorse nei più diversi campi e settori. La Green Economy è divenuta di fatto un paradigma produttivo pressoché imprescindibile, anche per la sua preziosa capacità di creare nuova e sempre più specializzata occupazione, di misurarsi con le istanze provenienti dagli stakeholders internazionali ed, infine, di garantire un futuro migliore, sia dal punto di vista economico che ecologico.
Su questo passaggio ci possiamo limitare a ricordare che il settore del legno e dell'arredo attualmente impiega in Italia oltre 400mila addetti, producendo un fatturato di 27 miliardi. È anche per questo che siamo impegnati, costantemente, in prima fila, in una consapevole e duratura opera di tutela dell’avvio a riciclo del legno, in particolare di quel legno che ancora troppo spesso in tutta Europa viene avviato a combustione per la produzione di energia incentivata, mentre avrebbe le caratteristiche idonee per essere riciclato.
Questa prassi, creando forti distorsioni di mercato, rende di fatto più difficile per le industrie del pannello, e quindi del mobile, il reperimento di materia prima, così come limita la possibilità di attuare una catena produttiva virtuosa. In Italia accade ad esempio che, mentre da un lato si incentiva la combustione del legno, dall’altro se ne importano centinaia di migliaia di tonnellate dai paesi limitrofi. Un paradosso, specie se si pensa che una tonnellata di legno avviato al riciclo consente l’impiego di 10 volte più manodopera rispetto alla sua combustione per produrre energia. Un paradosso anche da un punto di vista di ‘principio’, dal momento che la visione alla base dell'economia circolare, ben più di quella tradizionale e lineare, ci pone oggi ineluttabilmente di fronte alla necessità di ripensare molti dei criteri di produzione, concedendo priorità alla conservazione rispetto allo spreco privilegiando il territorio e quindi, di conseguenza, finendo per concentrare sempre più attenzione e risorse su ricerca e sviluppo ed innovazione.
Occorre riappropriarsi e affermare una volta di più il concetto stesso di recupero, in questi mesi sui tavoli della politica grazie all'approvazione da parte dell'Europarlamento - a larga maggioranza tra l'altro - delle misure contenute nel pacchetto della Circular Economy, in cui viene nuovamente ribadito il valore del riciclo e un considerevole innalzamento dei suoi target per il 2030.
Una politica, quella del riuso e del riciclo, che potrebbe portare all'aumento di nuovi posti di lavoro restituendo così linfa vitale all'intero sistema dell'economia sostenibile - di cui il Gruppo Saviola si sente parte integrante e convinto portavoce - dove non esistono prodotti di scarto e nel quale le risorse vengono costantemente riutilizzate con benefici molto significativi in termini di risparmio, di costi di produzione e utilizzo delle medesime risorse. È pertanto fondamentale che l'Europa, continente in cui secondo studi prestigiosi nel 2012 ancora solo il 40% del materiale veniva riciclato o riutilizzato mentre il resto era destinato alla discarica o agli inceneritori, oggi abbia intrapreso con rinnovata convinzione il percorso dell'economia circolare; percorso virtuoso che il Gruppo Saviola aveva già messo in pratica molti anni fa con successo, quando ancora non esistevano nomi precisi a definirne modelli e sistemi.

di ALESSANDRO SAVIOLA Presidente Saviola Holding

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