Parlamento europeo

Approvata relazione De Castro-Dess in Commissione agricoltura

Approvata relazione De Castro-Dess in Commissione agricoltura
Paolo De castro
La relazione contiene semplificazioni necessarie per rispondere al meglio alle sfide economiche, sociali e ambientali del settore agricolo.Per quanto riguarda le misure proposte, il Parlamento ha voluto valorizzare sempre più il ruolo dei giovani in agricoltura

Nell'ambito della revisione di metà percorso del bilancio pluriennale dell'Ue, la Commissione europea ha proposto il cosiddetto regolamento "Omnibus" che contiene disposizioni per molti settori delle politiche europee, tra cui modifiche a tutti i quattro regolamenti della Politica Agricola Comune approvata nel 2013.
Il Parlamento europeo ha voluto approfittare di questo atto legislativo e della possibilità di migliorare e risolvere le principali problematiche che gli agricoltori europei hanno riscontrato nei primi anni di applicazione della nuova PAC. “In una fase di incertezza sul futuro delle politiche agricole europee, il Parlamento europeo – spiega Paolo De Castro, Primo vice presidente della Commissione agricoltura e relatore della proposta approvata dal Parlamento - ha voluto cogliere questa occasione per proporre cambiamenti più incisivi di quelli previsti dalla Commissione”. “La Proposta del Parlamento, - prosegue De Castro - presenta quelle modifiche necessarie per rispondere al meglio alle sfide economiche, sociali e ambientali del settore agricolo”. Approvata a larga maggioranza (34 voti a favore, 10 contrari ed un astenuto) la proposta si articola su tre elementi fondamentali: la semplificazione delle procedure, il bilanciamento delle relazioni di filiera e il rafforzamento degli strumenti di gestione dei rischi. Ora la proposta passerà ai triloghi con Commissione e Consiglio e De Castro si augura che: “il Consiglio mantenga la stessa linea ambiziosa del Parlamento con l'obiettivo di difendere misure positive per gli agricoltori europei, e italiani in particolare”.
Per quanto riguarda le misure proposte, il Parlamento ha voluto valorizzare sempre più il ruolo dei giovani in agricoltura, estendendo la platea dei beneficiari tenendo conto che anche i giovani che già sono insediati in azienda e non abbiano mai ricevuto il premio per il primo insediamento non possono e non devono essere esclusi. Inoltre, si propone di fissare in un anno il limite temporale per la ricezione degli aiuti da parte del giovane. Si cerca quindi di dare maggiori certezze a coloro che investono in agricoltura.
“Anche il tema della qualità continua a restare una delle nostre priorità – spiega De Castro- proponiamo infatti di estendere i benefici derivanti dalla partecipazione a regimi di qualità (DOP, IGP, etc.) anche a coloro che li hanno adottati prima dell’entrata in vigore della norma, colmando così un vulnus che ad oggi rischia di discriminare coloro che sono partiti prima su questa strada”.
Per quanto riguarda invece la gestione dei rischi, in mercati sempre più volatili e in un contesto sempre più caratterizzato dai rischi climatici, si vuole fornire agli agricoltori la possibilità di accedere più agevolmente a strumenti di copertura. È stato quindi proposto di rendere più accessibili le tradizionali assicurazioni contro le avversità atmosferiche, ma anche di incentivare maggiormente i cosiddetti strumenti di stabilizzazione dei redditi, introdotti con la riforma del 2013.
Rigettando poi la proposta della Commissione di eliminare la figura dell’agricoltore attivo, il Parlamento ha ribadito la necessità della certezza dei beneficiari: “Pur comprendendo le difficoltà applicative riscontrate in alcuni Stati membri – continua l’europarlamentare - riteniamo che la trasparenza e la corretta destinazione delle risorse debba essere alla base di un patto tra agricoltori e cittadini sostenibile nel tempo”.
Il Parlamento europeo ha voluto inoltre dare una bella sforbiciata della burocrazia agricola. La parola d’ordine è sempre stata infatti semplificazione. In particolare nell’applicazione delle misure del greening, poco efficaci e di difficile applicazione soprattutto in Italia. Senza andare ad intaccare gli effetti positivi sull’ambiente, si è cercato di rendere più semplici tanto l’applicazione delle misure, quanto i loro controlli. Infine: “sulla scorta del lavoro svolto dal gruppo di alto livello sugli squilibri di potere lungo le filiere presieduto dal Prof. Cees Veerman – conclude De Castro – il Parlamento ha avanzato una serie di proposte per rafforzare l’agricoltura organizzata in tutte le sue forme. Dando maggiori prerogative alle organizzazioni d produttori (in particolare su attività di formazione, prevenzione dei rischi e accesso ai mercati terzi), ma anche prevedendo una nuova forma organizzativa, le organizzazioni di contrattazione, che hanno lo scopo di creare occasioni di aggregazione laddove queste sono poco sviluppate. Una formula che potremmo definire di rango inferiore alle OP, ma che consente di irrobustire il potere contrattuale degli agricoltori rispetto alle fasi a valle”.

di SILVIO APARO

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