Mercato agroalimentare

"Meat sounding", De Castro: "Orientare correttamente i consumatori"

"Meat sounding", De Castro: "Orientare correttamente i consumatori"
Un fenomeno più recente è quello del Meat sounding, cioè la commercializzazione sempre più diffusa di prodotti vegetali o per vegani che si presentano assumendo una definizione commerciale che richiama invece prodotti fatti con materie prime diverse.

"La commercializzazione di beni che si richiamano in modo improprio a prodotti universalmente conosciuti come sinonimo di qualità, genuinità e provenienza localizzata è molto frequente nel mercato agroalimentare. – Spiega Paolo De Castro, Parlamentare europeo e Primo vice presidente della Commissione agricoltura -. Un fenomeno più recente è quello del Meat sounding, cioè la commercializzazione sempre più diffusa di prodotti vegetali o per vegani che si presentano assumendo una definizione commerciale che richiama invece prodotti fatti con materie prime diverse. Con il Meat sounding appare doveroso domandarsi se sia giusto orientare i consumatori all’acquisto di questi prodotti, che pur non avendo determinate caratteristiche (nutrizionali e non solo), vengono denominati però in modo scorretto.
Il mercato è saturo di prodotti per cui si fa un uso scorretto e indiscriminato per identificarli, cosa possibile poiché ad oggi le autorità di controllo sono prive di strumenti sanzionatori specifici. Cito qualche esempio: vegan bresaola, vegetarian prosciutto, and vegan mortadella.
Negli esempi citati si riconoscono ben tre denominazioni di origine protette. Ciò di cui si abusa non è quindi solo di un nome generico, ma della denominazione di uno specifico prodotto. La buona reputazione nel mondo di molti prodotti a base di carne e degli insaccati è legata a metodi di produzione, tradizioni e fenomeni culturali secolari che non è giusto che siano, in nome di un marketing aggressivo, accomunati a prodotti alimentari privi non solo della materia prima del prodotto in sé ma anche d tutti quei fattori che la rendono in qualche modo unici e riconoscibili.
Inoltre se si considerano gli aspetti nutrizionali di un alimento, potrebbe risultare fuorviante commercializzare un prodotto vegetale con il nome di un alimento di origine animale; con caratteristiche nutrizionali, metodi di produzione e provenienza localizzata completamente diverse. La Commissione dovrebbe intervenire per regolamentare questo nuovo settore e predisporre una legislazione europea a tutela delle denominazioni dei prodotti a basa di carne coì come stabilito dalla sentenza della Corte europea per i latticini".

di SILVIO APARO

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